ombretta_sopra_40x960px
verona-veneziana
ombretta_sotto_40x960px leone di San Marco

Verona Veneziana


Caduta la Signoria Scaligera, passati Visconti e Carraresi, Verona si da' spontaneamente a Venezia (24/6/1405). Per la Repubblica Veneta, già ricca e potente ma protesa solo verso il mare e bisognosa di un vasto entroterra, l'acquisto di Verona rappresenta la chiave di volta della situazione.
Venezia lascia inizialmente intatte le strutture amministrative; solo nel 1450 modifica gli "Statuti" scaligeri e assegna a due Rettori i compiti di Capitano e Podestà. Inizia così un lungo periodo di relativa pace e laboriosa attività. L'industria laniera, tanto importante per l'economia locale regredisce in quanto lo Stato Veneto non permette le esportazioni, ma in cambio introduce quella serica, mentre l'Adige continua ad essere la grande arteria dei trasporti.
Nel 1472 compare a Verona la stampa e il primo "incunabolo" è di Giovanni da Verona. Fra il 1475 e il 1491 si erige la "Loggia del Consiglio", splendido gioiello del Rinascimento e per tutto il secolo restano valide le vecchie mura scaligere.
Dopo la Lega di Cambrai, l’imperatore di Germania invade, nel 1509, i territori veneti e Verona; sei lunghissimi anni dura l'occupazione resa più grave da carestie e da una pestilenza che fa 13 mila vittime (1511). Nel 1516 i Veneziani assediano Verona e la "riacquistano". Dopo la triste esperienza che aveva dimostrato, con l'avvento delle artiglierie, la precarietà delle antiche mura, Venezia si affretta a fortificare la città. In un primo tempo solo addossando rondelle alla preesistente muraglia (S. Giorgio, Boccare, Bacola, Grotta, S.leno in Monte e S.Toscana) e nel 1527 con il primo bastione pentagonale delle "Maddalene" di Michele Leoni; ma con la venuta a Verona di Michele Sanmicheli, nel 1530, la fortificazione assume una nuova dimensione.
Dopo aver rafforzato Castel S.Felice, con un punto ne tenagliato ed altre opere logistiche, dà avvio alla poderosa cinta alla destra Adige con i bastioni "Trinità", "Riformati", "S.Bernardino", "S.Zeno" e, più importante di tutti, quello di "Spagna". Fra queste opere intercorre una spessa cortina a scarpa con paramento in cotto e cordolo in pietra viva, provvista di "cavalieri" nei tratti più lunghi e interrotta da tre bellissime porte urbiche: "S.Zeno", "Palio" e "Nuova". Oltre a ciò il grande architetto costruisce palazzi gentilizi (Canossa, Pompei, Bevilacqua, degli Honorij) e, nel campo religioso, la cupola di S.Giorgio in Braida, la facciata di S.Maria in Organo, il tornacoro della Cattedrale, la cappella Pellegrini e progetta Madonna di Campagna e il Tempietto rotondo del Lazzaretto. Muore a Verona nel 1559, un anno dopo la scomparsa del più valido collaboratore, il nipote architetto Giangirolamo. Nel 1580 si ricostruisce la "cavea" dell'Arena e nel '90 viene ultimato il bastione di Campomarzio.
Nel 1630 una terribile pestè (il "gran contagio" manzoniano) riduce i Veronesi da 53 a 21 mila; dopo la tragedia la città ricomincia a vivere, ma una profonda crisi l'accompagnerà per tutto il resto del secolo.
Nel 1700 fioriscono a Verona le "Accademie" e fra queste, quella dell'Agricoltura, tuttora esistente; si costruiscono eleganti palazzi in stile gotico-veneziano; anche vecchie costruzioni romaniche e gotiche si trasformano alla stessa maniera.
Verona diviene inoltre celebrata "Urbs Picta", moltissime case sono infatti affrescate soprattutto all'esterno oltre che all'interno. In questo lungo arco di tempo lavorano a Verona grandi artisti quali il Pisanello, Mantegna, Giolfino, Brusasorzi, Liberale, Paolo Caliari detto il "Veronese", G.B. Tiepolo, Tiziano, Caroto ed altri.
Intanto Venezia, che per secoli è stata la regina del Mediterraneo, lentamente ma inesorabilmente decade; non la interessano più i domini in terraferma preoccupata com’è a difendere i possessi d'oltremare.
Quando il giovane Generale Bonaparte invade nel 1796 l'Italia Settentrionale, Verona compresa, la "Serenissima" oppone debole resistenza; l'anno dopo, con il trattato di Campoformio, il potere passa di mano. Dalla "dedizione" di Verona a Venezia sono passati quasi 400 anni!

Le illustrazioni che seguono vogliono essere un’ideale ricostruzione.
Piazza Delle Erbe
Castello S. Pietro
Verona nel 1300
stemmi cavalieri
Mastino II
Mastino della Scala
Scaligera
Scaligera
Scaligera
vuoto
Tavole I e II

Palazzo Maffei

Classico esempio del "Barocco" è l'elegante fondale di Piazza Erbe. Costruito nel 1668-69 per volontà del conte Ronaldino Maffei, ha il piano terreno a cinque fornici fortemente bugnati: al primo piano cinque grandi finestre a poggiolo divise da semicolonne ioniche e al secondo altrettante finestre più piccole ornate di targhe, scritte e festoni. Una ricca cornice ed una balaustra con sei statue di divinità pagane, coronano la facciata. Davanti al palazzo s'innalza la bella colonna con il leone di S. Marco eretta nel 1523.

Tavole III e IV

Loggia del Consiglio

Splendido esempio di architettura del rinascimento, è il gioiello di Piazza dei Signori. Di purissime linee e impreziosita dall'armonioso accostamento di marmi policromi e affreschi, la Loggia ha quattro eleganti bifore. Incastonata nell'ex palazzo di cangrande, nel frattempo rimaneggiato, è stata costruita fra il 1476 e il '91 su disegni, forse, del monaco architetto Fra Giocondo.

Tavola V

Venezia a Verona

Ecco alcuni caratteristici elementi architettonici del Gotico-Veneziano nel centro storico della città:
a) Balconcino in stile gotico-veneziano.
b) Bifora di Palazzo Miniscalchi.
c) Tempera di M. Marcola sull'ingresso di Palazzo Carli.
d) Portale in marmo rosso.

Tavola VI

Porta Nuova

Progettata e realizzata da Sanmicheli nel 1540, era la principale porta a sud della città. Due torri di guardia laterali completavano la costruzione. Veduta esterna.

Tavola VII

Palazzo Canossa


Tavola VIII

Bastione di Campo Marzo

Il grande baluardo costruito dopo la morte di Sanmicheli dall'allievo Malacreda fra il 1565 ed il '90 e appoggiato alle mura di Cangrande; è il primo manufatto del genere con orecchione e ha due complessi di cannoniere. All'interno gli attendamenti ditruppevenete di fanteria e cavalleria agli inizi del XVII secolo.

Tavola IX

Porta (del) Palio

Si chiama così sin dai tempi di Ezzelino, vi si correva il "Palio del drappo verde". posta a cavallo dell'antica via Postumia, è l'ultima delle tre porte di Sanmicheli; eretta fra il 1552 ed il '57, in stile rinascimentale, ha tre fornici a finestra. Ornata con busti, targhe e scudi è sovrastata da una trabeazione classica con ampio cornicione. Nella parte interna presenta cinque imponenti archi.
Tavola X

Bastione di Spagna

Costruito fra il 1548 e il '50 è l'ultima opera militare del Maestro; è una solida ed imponente costruzione a pianta pentagonale "a freccia", e inserita nello spigolo nord delle mura scaligere a destra Adige. La muraglia è a scarpa con il paramento in cotto, rinforzi in pietra sugli spigoli arrotondati ed un robusto toro al primo terzo superiore. Armata con quattro pezzi introniera nelle piazze basse, ne aveva altrettanti in barbetta, nella parte alta.

Tavola XI

La spedizione navale attraverso i monti

Il 12 luglio 1405, a Venezia, il Doge Michele Steno consegna ai delegati veronesi la Bolla d'Oro e il Gonfalone di S. Marco: sancisce con questo atto la "dedizione" di Verona e la Serenissima inizia quella politica di espansione che la porterà in pochi decenni al possesso di buona parte dell'Italia nord-est. In questo contesto, nella guerra contro i Visconti, Verona sarà al centro, fra il 1438-39, di uno straordinario avvenimento: il trasporto, lungo l'Adige e attraverso le montagne, di una piccola flotta nel Garda (sei galere e venti navi minori).

Tavola XII

Entrata di Massimiliano I in Verona

(17 ottobre 1509).
Una coalizione di stati europei muove guerra alla Repubblica Veneta per privarla dei possedimenti in terraferma; Venezia cerca di resistere ma poco dopo, occupato il Veneto, l'Imperatore Massimiliano I entra in Verona (1509). Sei lunghissimi anni dura l'occupazione, resa più tragica da carestie e da una pestilenza che miete ben 13.000 vittime (1511); i Veneziani assediano Verona nel 1516 e la "riacquistano".

Tavola XIII

Castello di S. Felice nel XVII secolo


Tavola XIV

Teatro Filarmonico

Voluto dallo storico ed umanista Scipione Maffei e dagli accademici della "Filarmonica", è opera del più celebre architetto teatrale del tempo: il Gali-Bibiena. Costruito fra il 1716 ed il 1729, aveva una vasta platea e cinque ordini di palchi sovrapposti "all'italiana", molto decorati, mentre il palcoscenico, aperto lateralmente, era diviso in tre parti da gruppi di colonne. La prima rappresentazione ebbe luogo nel 1732 con la "Fida Ninfa" musicata da Antonio Vivaldi.

Tavola XV

Personaggi del XV e XVI secolo


Tavola XVI

Personaggi del XVIII secolo


Tavola XVII

Michele Sanmicheli